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INVESTIMENTI SICURI ? I BENI RIFUGIO, UN’OTTIMA DIVERSIFICAZIONE…SE CONOSCI LE REGOLE DEL GIOCO

investimenti sicuri

Come riuscire a realizzare investimenti sicuri, anche se tutto sembra a crollare da un momento all’altro, senza essere maghi della finanza?

Oro e diamanti possono veramente rappresentare dei beni rifugio?

Quanto investire attraverso questi beni?

Quali sono gli strumenti migliori da utilizzare per l’investimento?

Queste alcune delle domande più ricorrenti di questi ultimi tempi.

 

Nel corso di questi ultimi anni è diventata sempre più pressante la richiesta di investimenti sicuri, in primis oro e diamanti.
Probabilmente anche tu hai vissuto da investitore questa fase storica, in cui si sono succeduti diversi momenti di forte crisi sia economica che finanziaria, momenti da cui ancor oggi sembra difficile uscire.
Hai dovuto imparare tuo malgrado, termini nuovi provenienti dal mondo finanziario.

 

Parole come “subprime”, “spread” e “rating”, da termini per gli addetti ai lavori sono diventati gergo di uso comune, purtroppo.
Il “Quantitative Easing” è diventato famoso anche al panificio!
Proprio durante il verificarsi di questi scenari è esploso un senso d’insicurezza che ha portato molti ad essere particolarmente prudenti e alla ricerca dei famigerati investimenti sicuri.

 

Purtroppo anche quest’anno non ha fatto eccezione e si è ripetuta la stessa storia.
Durante i primi mesi del 2016 abbiamo vissuto infatti una fase di ribassi particolarmente intensa e generalizzata, su tutti i principali mercati finanziari mondiali.
Nei primi tre mesi del 2016 la frase più usata durante i telegiornali è stata “…bruciati x miliardi di euro in borsa…”, mentre la parola più cercata attraverso Google è stata “bail in”.

 

Ecco è in questo scenario che forse anche a tu avrai pensato:

·      “… e ora dove investo i miei soldi ?”

·      “… come posso realizzare investimenti sicuri?”

·      “… come posso proteggere il mio patrimonio?”

 

Ti racconto una breve storia.

 

Lo Chiamavano BTP

 

Quando tutto era più facile (“… e si potevano mangiare anche le fragole…” – citazione musicale) quando volevi realizzare degl’investimenti sicuri, rivolgevi lo sguardo al mattone o ai nostri cari BTP.
Capperi come è cambiato velocemente il mondo, sia per gli immobili che per i titoli sicuri!

C’era una volta infatti uno strumento chiamato titolo di stato che era considerato da tutti, testi scolastici compresi, come uno strumento a zero rischio.
Da tempo immemore quando una persona non voleva rischiare di perdere i propri risparmi ottenendo un discreto rendimento, investiva infatti in questa tipologia di strumenti.

Anche tu sarai stato uno di questi probabilmente.

Un bel giorno di settembre 2008 un incantesimo terribile liberò una delle streghe più cattive che il mondo ricordi, l’implacabile crisi.
Era dal 1929 che non ne si vedeva una così malvagia e per i cari BTP piano piano è finì sia il tempo del rendimento sia quello del rischio zero.
Oggi infatti i titoli di stato italiani sono classificati considerati al limite della scala di rischio dalle agenzie di rating internazionali.

 

rating legenda

 

Le stesse assegnano una valutazione del grado di rischio a BBB-, appena al di sopra del limite dell’investment grade, ossia il confine oltre il quale un investitore non dovrebbe avventurarsi da solo.

Per farti capire quanto questi strumenti siano lontani dal rischio zero di qualche anno fa, ti basti pensare che per acquistare direttamente titoli di rating inferiori anche di un solo gradino della scala rispetto ai nostri, Consob e la Banca d’Italia hanno predisposto un iter apposito con una serie di regole e vincoli, che sia l’investitore, che l’intermediario, sono tenuti a rispettare.

I titoli che appartengono a questa classificazione, non sono più ritenuti titoli idonei per il l’investitore classificato come “risparmiatore” bensì titoli rischiosi e adattati a investitori con un profilo particolarmente propensi al rischio…

 

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In questo scenario dove regna la strega cattiva, i classici “porti sicuri” hanno perso il loro appeal e sempre più persone sono alla ricerca di investimenti sicuri che possano rappresentare un’alternativa, il cavaliere che arriva e salva tutti.

 

 

BENI RIFUGIO

 

In questo periodo è aumentata in maniera importante la domanda di investimento in ORO e DIAMANTI, i cosiddetti beni rifugio.
Diversi clienti mi hanno chiesto come fare per accedere a questa tipologia di investimenti, che hanno porte di accesso multiple e differenti.
Come scrivo nel titolo di questo articolo, per fare questo sport è necessario conoscere le regole, perché come in tutti gli sport se non conosci le regole rischi di non divertirti e in qualche caso di farti anche male.

Vediamo insieme le caratteristiche di questa tipologia d’investimento.

 

ORO

 

Se stai pensando che l’oro possa rappresentare un canale d’investimento devi aver ben chiari alcuni aspetti.

Con la Legge n.7 del 7 gennaio 2000 è stato liberalizzato il mercato dell’oro in Italia stabilendo anche che l’oro da “investimento” è solo ed esclusivamente quello sotto forma di lingotti e/o monete che sono o sono state in corso legale nel paese di origine.
Significa che tutto l’oro che non sia in una di queste due forme non è utilizzabile come investimento.
La legge stabilisce inoltre quali sono i criteri di purezza per classificare l’oro come da “investimento”.
L’unità di misura e di negoziazione è l’oncia anglosassone, che corrisponde a 31,1035 grammi e viene quotata in dollari.

La prima scelta che devi effettuare è relativa al tipo di investimento che desideri fare, ossia devi decidere se acquistare oro fisico oppure oro “finanziario”.

Entrambe le soluzioni ti permettono di partecipare all’andamento del prezzo di questo bene, ma le caratteristiche delle due formule d’investimento possono essere molto differenti.

 

Oro Fisico

L’oro fisico lo puoi toccare con mano e gestire direttamente, ha il pregio di eliminare qualsiasi rischio controparte, può fallire il mondo ma il tuo lingotto sarà sempre nelle tue mani.

Certo è che ci sono delle problematiche di cui tener conto

 

1.     Verifica della purezza / qualità all’acquisto

2.     Dove custodirlo (casa – cassetta di sicurezza – banche dell’oro)

3.     Come custodirlo

4.     Assicurazione rischi (sia in casa che in cassetta è consigliabile un’assicurazione ben definita)

5.     Costi di gestione (commissioni di acquisto e vendita/costi di custodia/spread/assicurazione)

6.     Come liquidarlo una volta deciso di vendere

7.     Prezzo di vendita (come stabilirlo)

8.     Illiquidità del mercato di riferimento (non esiste una borsa dell’oro fisico)

9.     Forchetta prezzo di vendita / prezzo di acquisto

 

Ogni aspetto elencato merita una riflessione, in questa sede diventerebbe estremamente lungo e noioso, se desideri approfondire non esitare a contattarmi nell’apposita sezione, in fondo all’articolo trovi il link.

 

Oro Finanziario

L’oro “finanziario” elimina gran parte delle problematiche evidenziate sopra.
Anche in questo caso la scelta dello strumento utilizzato determina degli aspetti che vanno conosciuti prima di destinare parte del proprio patrimonio a questa forma d’investimento.

La prima scelta da effettuare in questo caso è se acquistare azioni di società aurifere quotate su mercati regolamentati, oppure se acquistare strumenti finanziari rappresentativi dell’andamento del prezzo dell’oro o ancora, sicav con mandati di gestione incentrati sul mercato dell’oro in senso lato.

Lungi da me annoiarti ora con una lezione di tecnica finanziaria sugli strumenti elencati, ma è giusto che tu sappia almeno quali sono gli elementi a sfavore di queste soluzioni:

 

1.     Rischio controparte, alcune di queste formule lo riducono ma non lo eliminano

2.     Replica non sempre fedele del prezzo della materia prima

3.     Minore de-correlazione ai movimenti dei mercati finanziari

4.     Spread prezzo di acquisto e vendita

5.     Utilizzo di strumenti derivati

 

Che tu scelga l’oro fisico o quello finanziario è dimostrato dai grafici storici relativi all’andamento dell’oro che questa tipologia d’investimento, ha una bassa correlazione con gli investimenti tradizionali come azioni e obbligazioni, ma anche con il petrolio.

Questa bassa correlazione diventa massima quando si verificano degli shock negativi veri e propri su questi mercati, ecco che allora l’oro, diventa veramente uno di quegli investimenti sicuri di cui abbiamo parlato all’inizio un vero e proprio bene rifugio.

Osservando il grafico dell’andamento del prezzo dell’oro questa caratteristica diventa pressoche evidente in corrispondenza degli ultimi due grandi shock vissuti negli ultimi anni, 2008 fallimento Lehman e nel 2011 crisi del debito sovrano europeo.

 

Risulta evidente quindi che se sei alla ricerca di investimenti sicuri che ti possano proteggere dai rischi estremi una quota del tuo portafoglio trova veramente rifugio in porto di questo tipo.

Stabilire quanto del tuo patrimonio destinare a questa tipologia di investimento è compito tuo e soprattutto del private banker che ti segue… come dici? Non hai nessuno al tuo fianco?

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DIAMANTI

 

Anche i diamanti sono annoverati tra gli investimenti sicuri, i famigerati beni rifugio, ma   le riflessioni da fare sono diverse.
Devo deludere subito le lettrici, le pietre destinate ai gioielli non rientrano nella tipologia dei beni da “investimento”.
A questo punto dopo aver perso un buon numero di lettrici andiamo a scoprire le caratteristiche di questa forma di investimento.

La prima cosa che devi sapere è che l’investimento in diamanti non viene classificato da Consob come un investimento finanziario, anche se presenta caratteristiche simili a quest’ultima forma d’investimento citata.

 

Benefici

I diamanti presentano dei vantaggi indiscutibili

 

1.     Crescita costante delle quotazioni tra 1,5% e 2% all’anno

2.     Non sono speculativi, non esistono strumenti derivati che ne replicano l’andamento

3.     Sono indistruttibili

4.     Sono in via di esaurimento

5.     L’estrazione è controllata da enti che limitano la produzione in base al fabbisogno reale

6.     I diamanti da investimento rappresentano lo 0,4% della produzione mondiale

 

Tutte queste caratteristiche lo rendono certamente annoverabile tra gli investimenti sicuri che possono rappresentare un’ottima diversificazione di un portafoglio private.
Certamente in presenza di scenari particolarmente negativi sui mercati finanziari tradizionali, sono da considerare una componente veramente de-correlata del portafoglio.
Sono quindi quel porto sicuro a cui far riferimento nei momenti di shock di cui abbiamo parlato in precedenza.

 

Punti di Deboli

Ora è proprio il caso di dire non è tutto oro quello che luccica, ci sono certamente degli aspetti che devi conoscere prima di effettuare investimenti di questo tipo.

Ci sono dei punti su cui porre l’attenzione.

 

1.     Il rendimento annuo ancorché costante si attesta tra 1,5% e 2%, quindi simile al rendimento di una polizza vita di ramo primo. Quindi l’orizzonte temporale con cui si approccia questa tipologia d’investimento è necessariamente lungo

2.     Il mercato di riferimento è illiquido quindi è necessario conoscere in anticipo le modalità di disinvestimento

3.     A differenza dell’oro la quotazione dei diamanti non è giornaliera, quindi i prezzi sono “lenti” ad adeguarsi quindi non possono essere utilizzati come investimento tattico

4.     Ci sono dei costi peculiari di cui tenere conto:

a.     IVA 22%

b.     Commissioni dell’intermediario

c.     Gestione à Cassetta di sicurezza e relativa assicurazione

5.     Difficoltà di vendita per pietre di importo rilevante

6.     Classificazione non sempre oggettiva

 

I requisiti fisici che determinano la classificazione e il conseguente valore delle pietre sono:
Colore, Purezza, Taglio, Peso, Fluorescenza.
Non è certamente semplice verificare la corretta classificazione, è necessario un esperto che possa attraverso macchinari particolari determinare la classificazione delle pietro che comunque rimane per certi aspetti non misurabile e soggetta a valutazioni umane.

 

Di seguito la relativa tabella:

tabella-classificazione-diamante

 

Condizioni di Classificazione

Ci sono poi dei requisiti fondamentali che devono essere rispettati affinché le pietre possano essere classificate come da investimento:

 

1.     Certificazione da parte di uno dei due istituti gemmologici riconosciuti a livello mondiale,  HRD (Hoge Raad Voor Diamant) e la GIA (Gemological Institute of America)

2.     Sigillatura in blister da parte di uno dei due enti citati

3.     Numero del certificato associato marchiato sulla corona della pietra

4.     Assicurazione contro furto e rapina

5.     Certificazione etica di provenienza in rispetto delle risoluzioni ONU

 

Tutte queste condizioni devo essere presenti, nessun investimento è privo di rischio inutile ricordarlo, se non conosci le regole i rischi si moltiplicano.

 

Condicio Sine Qua Non

Negli ultimi anni si sono moltiplicati gli operatori che offrono diamanti come forma d’investimento e come sempre quando il mercato si fa interessante arrivano operatori senza scrupoli.

Quando si effettua un investimento di questo tipo oltre a tutti gli aspetti citati è assolutamente necessario conoscere prima una delle caratteristiche più importanti comuni a tutte le forme di investimento: le modalità di disinvestimento.

Devono essere chiare fin da subito le condizioni di liquidazione dell’investimento, in relazione a:

1.     Tempi

2.     Termini

3.     Costi.

Se questi aspetti non sono contrattualizzati e regolamentati viene meno la funzione stessa d’investimento!
Perché quando effettui un investimento finanziario ti accerti sulle modalità di liquidazione degli strumenti e in questo caso non dovresti farlo?
Risulta evidente che acquistare diamanti da investimento non è una pratica da effettuare con l’amico gioielliere, ma è una forma seria di investimento che deve essere affrontata con operatori seri, certificati e specializzati.

 

Per le caratteristiche che abbiamo visto anche i diamanti possono essere considerati investimenti sicuri.
Presentano però delle caratteristiche per cui in un portafoglio private meritano un peso limitato e diverso a seconda delle peculiarità dell’investitore.
In ogni caso l’orizzonte temporale con cui si effettua questa tipologia d’investimenti deve essere necessariamente il lungo termine.

 

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