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Perché la previdenza complementare è oggi una necessità? Intervista a Radio Verona “Un caffè con” del 14/11/2017

Perché la previdenza complementare è oggi una necessità? Intervista a Radio Verona "Un caffè con" del 14/11/2017

Per spiegare cosa sia per me la previdenza complementare, utilizzo spesso la metafora dell’ iceberg.
Quello che emerge, è in realtà solo una piccola parte di quello che c’è veramente sotto.
Sì, perché questa forma di “assistenza”, è a mio avviso, un argomento molto vasto, che sottintende tutta una serie di considerazioni molto più articolate e complesse di quello che generalmente si pensa.

Le logiche che muovono questo istituto, il meccanismo che ne è dietro, tutto insomma, concorre a definire i contorni di uno strumento estremamente utile per noi tutti, ma che deve essere conosciuto bene per essere utilizzato al meglio.
Il sistema di calcolo adottato finora, unito al calo demografico e alle ricorrenti crisi economiche, hanno costretto il Legislatore a rivedere il sistema pensionistico, divenuto sempre più insostenibile.
L’obiettivo del contenimento della spesa pubblica ha imposto poi una necessaria e improcrastinabile riforma.
Ecco che la domanda “cosa sia per me la previdenza complementare”, alla fine, mi è stata posta.

La previdenza complementare è, a mio avviso, una necessità più che uno strumento.
Esatto, una necessità, e ciò per più ragioni.
Tanto per cominciare, dopo la riforma del 2012 di Monti-Fornero, sono cambiate un po’ di cose.
Che cosa ha fatto la riforma Monti-Fornero? Davvero tanto.
Per prima cosa ha agganciato i requisiti per andare in pensione alle aspettative Istat, e questo è il primo passaggio.
In secondo luogo, ha eliminato definitivamente quello che era il sistema di calcolo retributivo, ossia il sistema di calcolo con cui venivano determinati gli importi delle pensioni.
Dal sistema retributivo si è passati, drasticamente, al sistema contributivo.
Che cosa abbia comportato questo cambiamento, per tutti noi, è presto detto: l’importo erogato come pensione è oggi calcolato computando solo i contributi versati da ogni lavoratore.
Questo che potrebbe apparire solo come un aspetto tecnico-matematico, comporta in realtà un’importante riduzione di tutti gli importi erogati.

Vi invito quindi ad ascoltare qui sotto l’intervista da me rilasciata per Radio Verona nel programma “Un caffè con” del 14 Novembre 2017, nella quale ho, con chiarezza e senza riserve, fornito tutte le risposte alle domande che più di frequente una materia come quella in oggetto suscita.

 

 

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