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COME PAGARE MENO TASSE DI SUCCESSIONE

pagare meno tasse di successione

Come pagare meno tasse è da sempre un cruccio di noi italiani, specie quando si tratta di quelle di successione.

Scopri come ottimizzare la fiscalità dei tuoi investimenti senza finire in galera, anche se non sai fare le magie di David Copperfield

 

 

COME PAGARE MENO TASSE DI SUCCESSIONE – SITUAZIONE ITALIANA

Prima di capire se e come, è possibile pagare meno tasse di successione, cerchiamo di avere una chiara idea di qual è la situazione.

Partiamo chiarendo qual è la parte di ricchezza di una persona che è oggetto della successione.

I beni di seguito elencati costituiscono l’eredità sulla quale vengono calcolate le imposte una volta che si passa a miglior vita:

 

1.     Beni Immobili (terreni, immobili residenziali, produttivi e commerciali)

2.     Attività Finanziare (conti correnti, strumenti finanziari)

3.     Partecipazioni societarie (quote di società)

 

La somma dei valori degli attivi appena elencati, rappresenta il patrimonio che passa in successione e sul quale vengono applicate le imposte.

Una volta sommati tutti gli attivi viene individuato il patrimonio che andrà suddiviso tra gli eredi secondo la legge.

Attualmente in Italia la normativa in vigore prevede una franchigia di 1 milione di euro per erede, sulla base imponibile oltre alla quale vengono applicate le aliquote relative alle tasse di successione.

Le imposte sulla successione sono quindi oggi del 4% per i parenti in linea diretta (coniuge e figli), del 6% per i parenti fino al quarto grado e dell’8% per gli altri soggetti.

Quindi una volta determinata la dimensione del patrimonio complessivo che passa in eredità e individuati gli eredi, è facilmente determinabile l’importo che ogni soggetto riceverà in successione.

Se l’importo è superiore al milione di euro l’eccedenza viene tassata con le aliquote riportate pocanzi.

Quindi per riassumere lo schema attuale prevede:

Aliquote

  • 4% per i parenti in linea diretta – Franchigia 1.000.000 Euro per erede
  • 6% per i parenti fino al quarto grado – Franchigia 100.000 Euro a testa solo per fratelli e sorelle
  • 8% per gli altri soggetti – nessuna franchigia

 

 

COME PAGARE MENO TASSE DI SUCCESSIONE – SITUAZIONE EUROPEA

Proseguiamo capendo se il contesto europeo ci porterà a pagare meno tasse di successione una volta che anche questa materia sarà regolata secondo un’unica legge.

Lo schema che segue evidenzia qual è la situazione europea sul tema tasse di successione e non solo:

 

  • BELGIO
    • Linea retta –> 30%
    • Altri –> 80%
  • FINLANDIA
    • Linea retta –> 19%
    • Altri –> 35%
  • FRANCIA
    • Linea retta –> 45%
    • Altri –> 60%
  • GERMANIA
    • Linea retta –> 30%
    • Altri –> 50%
  • ITALIA
    • Linea retta –> 4%
    • Parenti fino al IV° grado –> 6%
    • Altri –>  8%
  • SPAGNA
    • Linea retta –> 34%
    • Altri –> 81,6%
  • REGNO UNITO
    • Linea retta–> 40% (Franchigia 305.000 sterline)
    • Altri –> 40% (Franchigia 305.000 sterline)

 

Come ti sarai accorto lo stato italiano è attualmente quello che consente di pagare meno tasse di successione rispetto alle principali nazioni europee.

Quindi da questo punto di vista vivi già in un paradiso fiscale.

Ma la domanda rimane comunque lecita, come pagare meno tasse di successione?

 

 

COME PAGARE MENO TASSE DI SUCCESSIONE – STRUMENTI

Esistono strumenti finanziari che non rientrano nel computo per determinare l’ammontare di patrimonio su cui verranno calcolate le imposte di successione.

Significa che investendo tutte, o parte, delle tue attività finanziarie (dei tuoi titoli, della tua ricchezza, del tuo patrimonio per dirla in maniera semplice…) attraverso questi strumenti, potrai effettivamente pagare meno tasse di successione.

Mi spiego meglio, esistono degli strumenti che la legge consente di escludere dal conteggio relativo alla ricchezza soggetta alla tassa di successione.

Questo significa che la parte di patrimonio investita attraverso di essi non è soggetta al pagamento delle imposte di successione.

 

 

COME PAGARE MENO TASSE DI SUCCESSIONE – TITOLI ESENTI

Abbiamo appena visto che esistono degli strumenti finanziari che non sono soggetti alle imposte di successione, vediamo in dettaglio quali sono.

Tutti i titoli di stato italiani e i titoli equiparati sono esenti dalla tassa di successione e non devono neppure essere menzionati nella dichiarazione di successione.

Quindi tutti i titoli emessi dallo stato italiano, i titoli postali, regionali e comunali italiani rientrano nella categoria dei titoli esenti e per tanto non sono soggetti alla tassazione.

Anche i titoli equiparati rientrano nella categoria dei titoli esenti dalla tassa di successione, i titoli equiparati sono quelli fiscalmente regolati alla stessa tassazione dei titoli di stato italiani.

Quindi tutti i titoli del debito pubblico e dei titoli di stato emessi da stati appartenenti all’UE (o aderenti al SEE – Spazio Economico Europeo).

Ma anche quelli emessi da enti sovranazionali rientrano nella categoria dei titoli esenti, al momento, infatti, i titoli emessi da enti e da organismi internazionali (Bei, Bers, Birs, ecc.) sono equiparati «a tutti gli effetti» ai titoli di Stato italiani per effetto dell’espressa previsione dell’articolo 12 del decreto legislativo 461/1997

Ecco quindi che l’utilizzo di questi strumenti può aiutarti nel pagare meno tasse di successione.

 

COME PAGARE MENO TASSE DI SUCCESSIONE – ASSICURAZIONI VITA

Esistono altri strumenti che possono farti pagare meno tasse di successione, sono ad alto contenuto finanziario ma hanno una natura differente, sono le assicurazioni sulla vita.

Le polizze vita al pari dei titoli di stato visti pocanzi, sono esenti dalle imposte di successione e non devono neppure essere menzionate all’interno della dichiarazione di successione.

Queste polizze appartengono al ramo primo, al ramo terzo o sono miste, ossia al loro interno contengono diversi strumenti sia del ramo primo che del ramo terzo.

Vediamo di approfondire andando a conoscere le caratteristiche non solo fiscali di questi strumenti. Oltre all’esenzione dalla tassazione sulla successione, presentano caratteristiche interessanti che ne fanno uno degli strumenti più adatti a soddisfare diverse esigenze della clientela Private.

Oltre ad essere strumenti finanziari efficaci dal punto di vista rischio/rendimento, sono molto efficienti come ottimizzatori fiscali.

Partiamo dal Codice Civile e dall’articolo su cui si basano questi strumenti per capire bene cosa sono:

 

“L’assicurazione è il contratto col quale l’assicuratore, verso pagamento di un premio, si obbliga a rivalere l’assicurato, entro i limiti convenuti, del danno ad esso prodotto da un sinistro, ovvero a pagare un capitale o una rendita al verificarsi di un evento attinente alla vita umana.”

Art. 1882 C.C.

 

I benefici principali delle polizze vita sono:

 

Protezione del patrimonio.

Le polizze vita sono insequestrabili e impignorabili caratteristica che le rende idonee a proteggere il patrimonio specie di soggetti come gli imprenditori e i liberi professionisti.
Spesso questi soggetti in relazione alla loro attività possono avere l’esigenza tutelare il patrimonio di famiglia da eventuali “aggressioni” esterne.
L’art.1923 del codice civile (sez. III “Dell’Assicurazione sulla Vita”) dichiara esplicitamente che tanto le somme dovute al Contraente, quanto quelle dovute al Beneficiario, sono sottratte ad ogni azione esecutiva o cautelare, caratteristica che rende quindi questi strumenti insequestrabili ed impignorabili.

 

Protezione in caso di morte dell’assicurato

Questi strumenti garantiscono ai beneficiari l’erogazione di un capitale o di una rendita al verificarsi di un evento avverso come la morte dell’assicurato.
Ecco quindi che si prestano come strumenti adatti alla gestione del patrimonio fintanto che l’assicurato è in vita consentendo la gestione attiva del patrimonio stesso ma al contempo assicurano i beneficiari nel caso venga meno l’assicurato

 

Elevata efficienza finanziaria

Questi strumenti ad elevato contenuto finanziario consentono all’assicurato di poter disporre e gestire in maniera efficiente il proprio patrimonio finanziario.
Al loro interno possono essere utilizzati diversi strumenti finanziari come fondi, sicav, ETF, anche di diverse società di gestione, consentendo quindi una gestione estremamente diversificata e monitorata dal punto di vista del rischio del portafoglio.

 

Elevata efficienza gestionale

Le polizze consentono al contrante di poter gestire e disporre del patrimonio in maniera totale durante la vita dello stesso.
Il contraente può modificare i beneficiari, prelevare tutto o parte del proprio patrimonio conferito nell’assicurazione.
Al tempo stesso può modificare l’asset allocation dello strumento al variare delle condizioni di mercato e/o al variare del proprio profilo di rischio.

 

Ottimizzazione fiscale

Di rilievo l’efficienza fiscale offerta da questi strumenti in diversi ambiti.
In primis questi strumenti sono esenti dalla tassa sulla successione (art. 12 Decreto Legislativo n° 346/1990.
Questa caratteristica li rende una delle forme più efficienti nella gestione del passaggio generazionale.
Le polizze vita consentono di fatto di evitare completamente l’applicazione delle imposte sulla successione.
Ma la loro efficienza fiscale va oltre, sono infatti eccellenti ottimizzatori dal punto di vista della fiscalità sul capital gain.
Infatti all’interno delle polizze vita possono essere compensate minusvalenze plusvalenze su strumenti diversi che al di fuori delle polizze vita non “dialogano fiscalmente”.
In pratica plusvalenze e minusvalenze realizzate su strumenti che normalmente non possono essere compensate, quando vengono realizzate tra strumenti contenuti in una polizza vita possono essere alienate tra loro.

 

Copertura previdenziale

Questi strumenti sono idonei a garantire un capitale o una rendita che al momento del pensionamento possa fungere da integrazione al patrimonio.
Possono essere infatti attivate a seconda degli strumenti utilizzati, delle opzioni di decumulo, cedola o rendita adatte ad integrare il patrimonio.

 

 

COME PAGARE MENO TASSE DI SUCCESSIONE – ASSICURAZIONI VITA TIPOLOGIE

Esistono diverse tipologie di polizze vita, ci concentreremo brevemente a vedere le caratteristiche di quelle che hanno principalmente un alto contenuto finanziario.

  • Polizze vita rivalutabili legate a gestioni separate
  • Polizze vita unit Linked
  • Polizze vita index Linked
  • Polizze vita multiramo

 

Polizze vita rivalutabili

Questa tipologia di polizze vita, detta di ramo 1, è tra le più antiche e diffuse nel mercato italiano.

Il capitale versato è garantito contrattualmente e spesso viene garantita anche una rivalutazione minima.

La rivalutazione del capitale versato è annuale ed è legata all’andamento di un fondo assicurativo detto gestione separata.

La gestione separata è un fondo costituito da un insieme di attività finanziarie gestito dalla compagnia di assicurazioni, in cui confluiscono i premi derivanti dai contratti sottoscritti.

È a tutti gli effetti un patrimonio separato da ogni altro patrimonio della compagnia assicurativa e non rientra nel suo bilancio, quindi qualsiasi cosa succeda, nessuno lo potrà toccare.

Risulta quindi immediato che le vicende della compagnia e quindi i suoi eventuali creditori, non possono toccare o influire sulla gestione separata.

Generalmente le gestioni separate investono in titoli di stato, titoli sovranazionali, in obbligazioni corporate di elevato rating e anche titoli “perpetual” con cedole molto elevate.

Spesso sono emissioni dedicate solo ad investitori istituzionali, di lunga durata e flusso cedolare particolarmente rilevante.

In alcuni casi previsti dal regolamento delle gestioni separate, una parte limitata delle stesse può venire investita in azioni secondo le indicazioni stabilite dal regolamento stesso.

I vincoli stabiliti dai regolamenti emanati dall’Organo di Vigilanza del settore assicurativo (IVASS) impongono che i patrimoni delle Gestioni Separate possano essere investiti solo in titoli (prevalentemente Titoli di Stato e Obbligazioni) che rispettino l’esigenza di garantire la sicurezza, la redditività e la liquidità degli investimenti.

Aspetto di particolare rilievo è costituito da una particolarità consentita alle gestioni separante.

Il patrimonio di queste ultime infatti, è investito in titoli che vengono valorizzati al prezzo a cui sono stati inizialmente acquistati (è il cosiddetto. criterio di contabilizzazione a “valore storico”) fino a quando questi non vengono venduti.

Questo meccanismo rende talvolta molto conveniente l’utilizzo di questi strumenti, perché consente ai sottoscrittori in particolari situazioni di mercato di investire senza accollarsi fiscalmente il prezzo spesso elevato dei titoli sottostanti la gestione separata stessa.

Ogni anno società esterne alla compagnia certificano il rendimento della gestione separata.

I premi versati vengono quindi rivalutati dal rendimento così stabilito della gestione separata, dedotto dalle commissioni di gestione spettanti alla compagnia così come definito dai singoli regolamenti delle singole polizze.

Questa tipologia di polizze vita oltre a garantire il capitale versato prevedono anche il consolidamento delle rivalutazioni annuali, meccanismo che consente di consolidare i rendimenti ottenuti annualmente. In questo caso il capitale rivalutato diventa, ad ogni rivalutazione, il nuovo capitale assicurato e garantito.

In altri casi stabiliti dal regolamento delle polizze la rivalutazione viene distribuita sotto forma cedolare.

Le polizze vita di ramo primo prevedono solitamente una rivalutazione del capitale anche in caso di morte dell’assicurato.

I beneficiari ricevono oltre al capitale rivalutato dell’andamento della gestione separata fino al momento del decesso dell’assicurato, un ulteriore rivalutazione stabilita secondo le tabelle demografiche IVASS e/o secondo quanto stabilito dal regolamento della polizza stessa.

Questa tipologia di assicurazioni posso avere una durata prestabilita ma molto spesso vengono sottoscritte con la formula “a vita intera” che non prevede scadenza.

Con questa formula il capitale investito in polizza può venire riscattato tutto o in parte dal contraente della polizza, oppure verrà liquidato nelle forme previste dal regolamento ai beneficiari in caso di morte dell’assicurato.

 

Polizze vita unit linked

Le polizze vita unit linked dette anche di ramo III investono i premi versati in quote di fondi e/o sicav di diritto italiano e/o estero.

I fondi oggetto d’investimento possono essere:

  • interni –> costituiti da fondi, sicav ed etf selezionati dal gestore dell’assicurazione e custoditi in un basket interno definito
  • esterni –> costituiti da normali fondi, sicav ed etf selezionati dal sottoscrittore stesso tra quelli previsti dal regolamento della    polizza. Di solito in questo caso il sottoscrittore può anche variare l’asset allocation della unit, durante la vita dello strumento al mutare delle sue esigenze in termini di profilo di rischio/rendimento

Questa tipologia di polizze di solito non prevede la garanzia del capitale investito e/o un rendimento minimo garantito.

Mentre normalmente è sempre prevista una rivalutazione per i beneficiari della polizza del capitale presente al decesso in caso di morte dell’assicurato.

Normalmente anche questa tipologia di assicurazioni viene stipulate con la formula “a vita intera”.

Il capitale investito in polizza può venire quindi riscattato tutto o in parte dal contraente della polizza, oppure verrà liquidato nelle forme previste dal regolamento ai beneficiari in caso di morte dell’assicurato.

In ogni caso il capitale liquidato verrà regolato al prezzo di mercato delle quote degli strumenti che compongono la unit e quindi potenzialmente ad un valore anche inferiore a quello di sottoscrizione.

 

Polizze vita index linked

Anche le polizze “Index Linked” appartengono al ramo III e il loro risultato finale dipende dall’andamento di un “indice collegato” alla polizza.

Questo “indice collegato” può essere costituito da diversi tipologie di strumenti finanziari:

  • Indici di Borsa
  • Indici azionari settoriali
  • Titoli azionari o portafogli di titoli azionari
  • Fondi comuni
  • Tassi di cambio

Normalmente è prevista una scadenza predefinita e di solito prevede una copertura in caso di morte dell’assicurato.

Restituiscono, alla scadenza, almeno il capitale investito.

Spesso prevedono anche un rendimento minimo, pagato alla scadenza oppure sotto forma di flusso cedolare nel corso della durata contrattuale.

 

Una polizza Index Linked cerca quindi di raggiungere contemporaneamente due obiettivi: investire in un indice (e/o titoli) soggetto alle oscillazioni del mercato, garantendo a scadenza almeno il capitale investito.

Per ottenere questo risultato la polizza Index Linked investe in una “struttura finanziaria” (detta anche “titolo strutturato”) che è formata normalmente da:

  • Una obbligazione, normalmente uno zero coupon, che alla fine del periodo di investimento deve avere un valore almeno pari a quanto sottoscritto
  • Uno o più strumenti derivati (in genere delle “opzioni”) che servono a “linkare” la performance all’indice di riferimento.

In pratica fatto 100 il patrimonio investito in questi strumenti, la maggior parte dell’investito viene utilizzato per acquistare un’obbligazione zero coupon, che a scadenza avrà un valore pari a quanto investito.

Il prezzo di questo zero coupon normalmente si aggira intorno all’ 80/90% dell’investito.

La parte residua viene utilizzata per comprare una o più opzioni che costituiscono l’aggancio all’indice di riferimento, come previsto dalle condizioni della polizza.

Durante il periodo dell’investimento, la componente “obbligazione” si rivaluta fino a raggiungere, alla scadenza, un valore pari all’investimento iniziale.

A quel punto entra in gioco l’opzione: se l’obiettivo stabilito al momento dell’emissione è stato raggiunto, il rendimento ottenuto viene sommato al valore dell’obbligazione e rimborsato ai sottoscrittori.

In caso contrario, l’opzione viene “abbandonata”  perché si azzera di valore e viene rimborsato al sottoscrittore il valore della sola obbligazione.

Il capitale investito in polizza può essere riscattato tutto o in parte dal contraente della polizza al prezzo di mercato degli strumenti che compongono la index (obbligazione zero coupon e opzione/i) e quindi potenzialmente ad un valore anche inferiore a quello di sottoscrizione.

 

Polizze vita multiramo

Questa tipologia di polizza sta prendendo molto piede specie nei portafogli della clientela Private di elevato standing.

Essendo costituite da prodotti assicurativi diversi e spesso componibili si sono dimostrate uno strumento estremamente versatile ed efficace.

Le polizze multiramo possono contenere al loro interno diversi strumenti di carattere finanziario come:

  • Polizze di ramo primo
  • Fondi comuni
  • Sicav
  • Etf
  • Etc

Questi strumenti normalmente non “dialogano” tra loro dal punto di vista fiscale, ma quando sono inseriti in un unico “contenitore” come le polizze multiramo consentono la compensazione delle loro plus e minus valenze realizzate.

Ecco che allora questo strumento diventa terribilmente efficace come ottimizzatore fiscale oltre che dal punto di vista assicurativo, finanziario e successorio.

Le polizze multiramo possono contenere anche una serie di strumenti di copertura di carattere assicurativo:

  • TCM (polizze temporanee caso morte)
  • Polizze a copertura delle eventuali minusvalenze realizzate

Oltre al contenuto finanziario e assicurativo le polizze multiramo prevedono diversi servizi che permettono un elevato grado di personalizzazione ed efficienza:

  • Cedola
  • Decumulo
  • Life Cycle

 

Ecco spiegato perché queste polizze sono diventate molto presenti nei portafogli della clientela Private.

Oltre a consentire di pagare meno tasse di successione presentano numerosi benefici assicurativi e sono perfette per ottimizzare la fiscalità complessiva del portafoglio.

 

 

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