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BREVE TERMINE O LUNGO TERMINE?

Costruire un portafoglio per investire a lungo termine, per poi valutare il portafoglio a breve termine, è la strategia migliore per ottenere i risultati che desideri?
La statistica dice proprio di no, e come sai, i numeri non mentono.

 

 

PROGETTAZIONE DI BREVE TERMINE O A LUNGO TERMINE?

La maggior parte delle persone con cui ho collaborato per costruire i loro portafogli finanziari hanno sempre dichiarato di investire per il futuro o per un progetto di medio lungo termine.

Progetti di vita o comunque un futuro, con un orizzonte medio di 60 mesi e oltre, i famigerati 5 anni che, come dicono gli studi di settore, è l’orizzonte tipico dell’investitore italiano.

Certo, ci sono stati anche casi che hanno richiesto architetture finanziarie di breve termine per fare fronte ad esigenze molto vicine nel tempo, ma chi di solito chi “risparmia” lo fa con un’ottica che guarda al futuro.

 

Di solito le persone di successo come te, con un buon tenore di vita, risparmiano e investono per una buona parte della loro vita, tipicamente una fase di accumulo lunga.

L’orizzonte temporale dei tuoi investimenti quindi termina, quando questa fase di accumulo si conclude.

Tipicamente quando avrai bisogno di utilizzare la tua ricchezza, che generalmente non è proprio il breve termine.

 

In certi casi non arriverà mai la necessità di utilizzare la tua ricchezza, e l’esigenza diverrà quella di trasmetterla agli eredi nel modo più giusto ed efficiente possibile… ti sembra un breve termine?

Certo nel corso della vita ci sono delle esigenze impreviste, legate alla vita stessa (figli/case…) o legati alla tua professione che dovranno essere tenute in considerazione nella fase di progettazione.

Tipicamente si utilizzano strumenti di breve termine molto liquidi, per poter garantire un “cuscino” di sicurezza nel caso di imprevisti o di cambi di progetto in corsa.

Questo “cuscino” dovrà essere più o meno ampio a seconda del tuo stile di vita, gli imprevisti di un imprenditore sono diversi da quelli di un redditiero.

 

QUANTO E’ IMPORTANTE AVER CHIARO L’ORIZZONTE TEMPORALE?

Essere coscienti del proprio orizzonte temporale può essere il fattore determinate per ottenere i risultati che ti aspetti.

 

  • Quando vai dal medico specialista lui analizza le tue analisi e senza farsi prendere dall’emotività ti fa fare delle terapie,…le valutazioni degli effetti sono di breve termine?

 

  • Quando con il tuo commercialista progetti gli assetti della tua azienda, ti dice di controllarne gli effetti sul bilancio il mese successivo?
    Si aspetta degli effetti a breve termine?

 

  • Se fai un business plan per una nuova iniziativa in azienda, tipicamente lo strutturi con un’ ottica di almeno tre anni, ossia ti aspetti il breakeven (il punto di pareggio, non guadagno!) dopo 36 mesi.
    Non giudichi la bontà dell’iniziativa nel breve termine, mese su mese!

 

  • Se fai un investimento immobiliare prima che lo ammortizzi e cominci realmente a guadagnare quanto tempo passa? Qualche mese?

 

Perché allora pretendi di vedere i risultati dei tuoi investimenti crescere dal mese successivo che li hai fatti?

Perché ti aspetti di vedere i tuoi guadagni crescere in linea retta mese dopo mese?

 

 

DISTORSIONI

La valutazione dell’andamento del tuo portafoglio è una fase molto importante, ma devi essere in grado di farla nella maniera corretta, in maniera asettica e non emotiva.

Nelle valutazioni dell’andamento di un portafoglio finanziario, gli investitori tendono a comparare l’andamento dei titoli azionari con quello delle obbligazioni a basso rischio, tipicamente i titoli di stato del proprio paese o ancora peggio di quei paesi considerati a zero rischio come la Germania, USA o le emissioni sovranazionali (BEI BIRS).

L’evoluzione andamentale di questi strumenti segue logiche completamente differenti.

Pretendere quindi di fare valutazioni comparandoli, è una distorsione che porta inevitabilmente ad errori che poi si traducono in scelte errate.

 

Esiste soprattutto un fattore, l’emotività, comune a tutti gli investitori che influisce notevolmente sulle scelte prese in corso d’opera, in azione.

E’ stato evidenziato come il “dolore” provocato da una perdita (a volte anche solo virtuale) su un investimento sia notevolmente superiore al “piacere” provato per un proporzionale guadagno

Questa emotività influisce notevolmente sulle scelte d’investimento che dovrebbero essere guidate esclusivamente dalla razionalità. (Teoria dell’utilità attesa di John von Neumann e Oskar Morgenstern).

 

Gli psicologi israeliani Daniel Kahneman e Amos Tversky hanno preso il Nobel per l’economia per la loro Teoria del Prospetto.

Hanno evidenziato come gli investitori violino sistematicamente i principi della razionalità economica quando sottoposti a scelte che comportano fattori di rischio.

Non voglio farti una lezione noiosa di finanza comportamentale, ma certi processi decisionali devi averli chiari quando ragioni del tuo futuro.

 

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Potrai approfondire testando su te stesso con degli esempi e con dei facili giochi, cosa hanno voluto dimostrare i due psicologi israeliani. C’è un capitolo dedicato.
Potrai capire un po’ di più che investitore sei.

 

 

QUANTE VOLTE FAI L’ANALISI DEL TUO PORTAFOGLIO?

Anche la frequenza di valutazione del portafoglio può portare a delle distorsioni valutative.

In maniera particolare quando gli investimenti sono, anche solo temporaneamente, in perdita, si tende a porre l’attenzione sulle variazioni di breve termine del portafoglio stesso.

A volte si tende ad accorciare di molto il tempo tra un’analisi con il proprio consulente e la successiva.

 

Ho, e ho avuto, clienti che in momenti di particolare stress finanziario arrivano a guardare la posizione anche giornalmente, soffrendo in maniera particolare la volatilità che inevitabilmente investe i portafogli.

In molte occasioni questa frequenza nelle valutazioni a breve termine, ha comportato delle variazioni del progetto originario, che poi nel lungo termine si sono rivelate dei veri e propri errori.

In tempi relativamente tranquilli la valutazione del portafoglio d’investimento avviene mediamente UNA VOLTA ALL’ANNO, che sembra un tempo corretto per fare un’analisi con dei dati abbastanza “significativi”.

 

Se però si guarda alla teoria classica, una valutazione annuale non risulta corretta perché troppo di breve termine!

 

E’ stato dimostrato che i risparmiatori che valutano il risultato del proprio portafoglio azionario su periodi di osservazione di breve termine e che soprattutto agiscono in base a questo, incassano perdite molto più frequentemente dei risparmiatori che invece effettuano le valutazioni nel lungo termine.

 

 

MATEMATICA STATICA

Adoro il Football Americano.

E’ pregno di statistiche, di numeri che dicono in maniera precisa ed univoca se uno è, o non è, un buon giocatore, se una squadra è, o non è una squadra eccellente.

Non vincono tutti per forza, vincono solo quelli che hanno i numeri.

 

Mi piacciono molto i numeri.

I numeri, le statistiche non mentono, le opinioni contano poco, solo ciò che è dimostrabile oltre ogni dubbio è vero.

E allora guardiamo un po’ di numeri.

 

Negli ultimi 60 anni il rendimento a cinque anni dell’indice S&P500 è stato negativo il 2% dei casi, mentre quello annuale il 23%

C’è bisogna che ti dica cosa significa?

Significa che la probabilità di avere ritorni negativi aggregati a 5 anni è nettamente inferiore a quella ad un anno.

Sottolineo, non è un’opinione, è matematica.

 

Proseguiamo a guardare i numeri.

 

Sempre negli ultimi 60 anni, su base mensile, il rendimento dell’investimento in azioni è risultato più basso rispetto a quello delle obbligazioni a zero rischio ben il 42%.

Allargando la base di osservazione all’anno il rendimento delle azioni è risultato più basso di quello offerto dalle obbligazioni “risk free” il 32% dei casi.

Quando però la base di osservazione è di 5 anni, l’orizzonte temporale medio degli investitori, il rendimento delle azioni è risultato inferiore a quello offerto dalle obbligazioni solo nel 17% dei casi.

 

Risulta evidente che se gli investitori guardassero il proprio portafoglio meno frequentemente, si farebbero influenzare molto meno dai risultati a breve termine e molto probabilmente otterrebbero rendimenti più elevati dal proprio portafoglio.

 

Cito ancora una volta Warren Buffett:

 

Non avete mai ragione o torto perché gli altri sono d’accordo con voi. Avete ragione perché i vostri dati sono esatti e il vostro ragionamento è corretto”.

 

Ne consegue che mantenere nervi saldi e ben chiari quelli che sono gli obiettivi e la strada da percorre per raggiungerli sia la vera chiave per il successo del tuo progetto finanziario.

 

 

OBIETTIVI A LUNGO TERMINE MA ANALISI DI BREVE TERMINE

Fatta salva la tua facoltà di guardare i tuoi investimenti ogni volta che vuoi, risulta evidente che farlo facendosi influenzare dall’andamento a breve termine non è la scelta ottimale per raggiungere i tuoi obiettivi.

Anzi risulta evidente come il titolo di questo paragrafo sia di per se un’incoerenza nel momento in cui il breve termine implica variazioni del tuo lungo termine.

Questo non significa che non sia opportuno intervenire con una minima “manutenzione ordinaria” nell’impianto del tuo portafoglio, ma se la manutenzione risulta continua e le variazioni frequenti inseguito alle fluttuazioni dei mercati, difficilmente potrai raggiungere i tuoi scopi.

 

Probabilmente se guardi ai risultati di breve periodo e se come dimostrato da Kahneman e Tversky sei più sensibile alle perdite che hai guadagni, non sei adatto al mercato azionario.

 

Inseguire i mercati di breve termine con continue variazioni in corsa dettate dalla volatilità dei mercati non fa altro che diminuire la probabilità che tu consegua risultati di successo.

Molto probabilmente se gli immobili sono da sempre il primo amore degli investitori italiani ( perché considerati sicuri e redditizi – vedi il mio articolo dedicato al link https://www.privatebankingitalia.it/investimento-immobiliare ) è perché non esiste una loro quotazione frequente e ufficiale del loro effettivo valore!

Smetti di farti influenzare dall’emotività e fatti finalmente affiancare da chi della capacità di rimanere calmo in situazioni anche difficili ne ha fatto una professione.

Appoggiati ad un Private Banker, come fai con il medico specialista, con l’avvocato di fiducia, con il tuo commercialista aggiornato.

 

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