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Bitcoin: opportunità o schema Ponzi?

Privatebankingitalia.it - Bitcoin opportunità o schema Ponzi?

Quella dei Bitcoin è una rivoluzione che ci riguarda tutti.
Tutti ne parlano, tutti ne scrivono. Tutti la conoscono.
Si tratta della criptovaluta che permette di effettuare transazioni economiche senza dover passare -come normalmente accade nel settore del credito e della finanza- da intermediari bancari.
Questa moneta virtuale ha diviso da subito l’opinione pubblica, la quale si è presto schierata in due posizioni differenti: c’è chi ne è entusiasta e chi, invece, nutre nei riguardi di essa una profonda diffidenza.
Il minimo che possiamo fare è, dunque, conoscere meglio i Bitcoin cercando di comprenderne origini, caratteristiche e funzionamento.

Origini e diffusione della moneta digitale del nuovo millennio

Il denaro elettronico, in un mondo sempre più orientato al digitale, ha assunto diverse forme e tipologie nel corso del tempo. Dalla cybercoin e il digicash, il denaro digitale ha sempre più diffusione.
Il commercio elettronico si è reso, già da tempo, uno degli strumenti più utilizzati per gli acquisti effettuati sul web.
Il pagamento virtuale senza passaggio fisico di denaro è il concetto che orienta ormai la nostra economia. È in questo terreno fertile che i Bitcoin affondano le loro radici.
È in questo background che si colloca la straordinaria diffusione di questa moneta virtuale.
Una moneta elettronica questa creata nel 2009 da un anonimo inventore, più comunemente noto con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto.
La disponibilità di nuove monete cresce, da allora, molto rapidamente.
Sono trascorsi appena 8 anni dalla creazione dei Bitcoin ma, quello che sta accadendo in questi ultimi mesi, parla da sé. La quotazione dei future a Chicago, notizia in questi giorni al centro dei giornali di tutto il mondo, poi, ci ha messo del suo.

Bitcoin: caratteristiche e funzionamento

La rete Bitcoin crea e distribuisce in maniera completamente casuale una data quantità di monete. Questa attività di generazione di Bitcoin viene identificata anche con il termine “mining“, che si evoca la “gold mining” (estrazione di oro).
Come funziona l’acquisto, come operano questa monete digitali è presto detto: questo denaro digitale si acquista in rete e la probabilità che un certo investitore riceva la ricompensa in monete reali dipende dal valore. Il valore, a sua volta, dipende dalla domanda e dall’offerta della moneta stessa sul mercato: esattamente come ha luogo per l’Euro, tante più persone comprano Bitcoin, tanto più alto sarà il suo valore e viceversa.
Resta ancora una domanda: a cosa si deve il grande successo registrato da questa moneta digitale?
Probabilmente ad alcune caratteriste peculiari ed uniche.
Uno dei più grandi vantaggi offerti da questa criptovaluta è, infatti, che il possesso e il trasferimento delle monete ha luogo in maniera anonima: i dati necessari e sufficienti a utilizzare i propri Bitcoin possono essere semplicemente salvati su pc e/o sui propri dispositivi elettronici.
Il denaro viene trasferito solo passando dalla rete, verso chiunque disponga semplicemente di un indirizzo Bitcoin, indirizzo questo che non contiene, in genere, informazioni riguardo ai titolari.
In merito al funzionamento, è bene precisare che questa moneta virtuale non fa uso di un ente centrale, non richiede l’intermediazione di istituti di credito, né si appoggia su meccanismi finanziari sofisticati. Tutto ha luogo in rete.

Solidità e tranquillità: sogno o realtà?

Il sentimento più antico del mondo nutrito nel pubblico dei risparmiatori è senza dubbio alcuno la ricerca di sicurezza e di solidità economica. Viste le caratteristiche sui generis dei Bitcoin, c’è da chiedersi: queste monete virtuali rappresentano o meno un investimento sicuro?
Ebbene, questa valuta digitale si è dimostrata in grado di garantire transizioni corrette e verificate, anche in virtù dell’anonimato e della protezione dei dati.
Ma non è solo questo…i Bitcoin non temono la contraffazione.
Queste monete digitali non possono essere colpite dalla più grande piaga di cui le monete “reali” possono essere vittime, considerato che esse non si possono contraffare.
Ma c’è di più: non si può pagare due volte con la stessa quantità di valuta.

Quello che è certo è che stiamo per assistere ad un passaggio epocale nel mondo dell’economia e della finanza. Una rivoluzione che, però, non sembra piacere affatto alle grandi banche, sempre più preoccupate dell’avanzata inarrestabile di questa moneta virtuale.

Va evidenziato però anche il “lato oscuro” del bitcoin
A differenza di quanto accade per un titolo quotato su un mercato regolamentato, la volatilità è estremamente elevata e i dati di questi giorni ce lo confermano.
Un primo elemento che crea elevata volatilità – tipico delle criptovalute – è legato al fatto che non esiste un prezzo universalmente riconosciuto.
Le quotazioni cambiano sensibilmente da una piattaforma di scambio all’altra.

Nel mondo della finanza regolamentata questo è uno scenario inaccettabile.
Esistono algoritmi creati per impedire che si creino arbitraggi tra titoli della stessa società quotati su due mercati (ad esempio Francoforte e New York).
Il mondo delle criptovalute invece si presta agli arbitraggi e alle speculazioni.
Risulta quindi possibile acquistare un Bitcoin da una piattaforma a un prezzo più basso e rivenderlo tramite un’altra a un prezzo più alto.

Inoltre l’anonimato delle transazioni favorisce l’utilizzo di chi deve “ripulire” e/o “riciclare” il denaro, situazioni che oltre ad essere pericolose necessitano prima o poi di un intervento delle autorità.
L’assenza di una “banca centrale” che abbia autorità nella gestione della criptovaluta la espone in caso di crisi del sistema, e la nostra storia recente ne rappresenta un esempio, a pericoli di stabilità che costituiscono uno dei lati deboli del sistema.
Chi interviene per tutelare i depositari se qualche piattaforma entra in crisi si liquidità?

Va considerato un altro aspetto importante, la maggior parte degli exchange, è centralizzato.
Questo significa che le criptovalute acquistate, vengono conservate in un portafoglio presso la piattaforma.
Questa situazione fa si che chi acquista sia esposto al “rischio controparte” qualora la piattaforma, come già successo più volte, entri in crisi e chiuda rapidamente la sua attività lasciando con un pugno di mosche i depositari.

Va evidenziato un ulteriore aspetto.
La quotazione del future a Chicago rappresenta un successo e un punto di svolta per la criptovaluta, ma la espone, come tutte le altre attività finanziare, alla possibilità di puntare la ribasso della stessa, eventualità finora non contemplata.
Il bitcoin finora infatti ha basato il proprio valore sulla bilancia della domanda e dell’offerta, ora però la quotazione del derivato (ossia del future) consente agli investitori di “puntare” sul ribasso della moneta.
Consente agli investitori quindi di guadagnare da una perdita di valore della stessa e, magari, di comperarla a valori più bassi degli attuali…

EDUCAZIONE FINANZIARIA

Nel mondo della finanza si parla della necessità di aumentare l’educazione finanziaria di base per passare un attimo dopo alle opportunità offerte dalle criptovalute.
Dall’ABC al bitcoin il salto è enorme, e investire senza conoscere è di per sé un azzardo, investire in qualcosa senza regole è quantomeno pericoloso
Questo non significa che sia un errore investire in bitcoin ma è fondamentale essere consci di quello che si sta facendo, consapevoli dei rischi che comportano le nostre scelte e le dimensioni che certi fenomeni devono avere nei nostri portafogli, ammesso che si voglia trovare uno spazio per loro.
L’educazione finanziaria è soprattutto consapevolezza.

Attendiamo quindi l’evolversi della storia, ricordando che la prudenza deve rimanere la parola d’ordine quando si tratta di gestire patrimoni importanti… prima regola tutelare.

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